Lo spettatore davanti allo schermo e la piattaforma Zoom come luogo d’azione.
Sbirciando all’interno del castello di Elsinore, attraverso le sue telecamere a circuito chiuso, il testo shakespeariano si dilata entrando dentro le confessioni e le intimità di alcuni dei suoi personaggi.

In uno scenario “everyday life” troviamo Amleto nella sua cameretta, Polonio in salotto, Ofelia chiusa in bagno.

Un momento di attesa nello scorrere degli eventi ormai noti.

Asini Bardasci, in collaborazione con Pietro Piva, crea uno spin-off dell’opera shakespeariana, ragionando su cosa sia l’abitare un luogo, o quanto un luogo finito come la nostra abitazione sia il naturale spazio dove pianificare attacchi/difese che ci preparano al mondo che è fuori.

Grazie a Zoom viene creato un foyer virtuale dove lo spettatore è accompagnato a entrare nelle nuove regole di uno spettacolo immersivo e infine a tornare, dopo lo spettacolo, dal virtuale al quotidiano della propria casa, attraverso un cosiddetto “rituale di distacco”.

 

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